Newsletter Viaggi Tribali:

Informazioni di viaggio Uganda

DOCUMENTI E VISTI

Per visitare l’Uganda sono necessari PASSAPORTO in corso di validità e VISTO.

Le domande per il visto ugandese per turismo vanno inoltrate ai consolati dell’Uganda a Roma o a Milano, tuttavia è anche possibile l’acquisto direttamente in aeroporto, al costo di 50 dollari americani a persona (AGGIORNAMENTO AL 22.07.2016. Per la richiesta in ambasciata si consiglia di procedere con un certo anticipo rispetto alla partenza, poiché la procedura può occupare un certo tempo.

DAL 01 AGOSTO 2016 DOVRA’ ESSERE COMPILATO PREVENTIVAMENTE UN FORM AL SEGUENTE LINK:

 

https://visas.immigration.go.ug/.

 

Per ottenere un visto turistico, la cui validità è 90 giorni, sono necessari il passaporto (con validità di almeno 6 mesi), la prenotazione del volo di andata e ritorno, il modulo di richiesta visto, due fotografie formato tessera ed il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla (nel caso in cui si provenga da un paese endemico).

 

* DAL 01.06.2017 PER L' EMISSIONE DELL' AUTORIZZAZIONE DEL VISTO D'INGRESSO SI DEVE PROCEDERE AL PAGAMENTO ON LINE DI $ 50 A PERSONA

 

 

https://visas.immigration.go.ug/

 

 

VACCINAZIONI E MEDICINALI

Per l’ingresso in Uganda è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla (comunicazione del 1 LUGLIO 2016). Se, una volta sentito il parere del Vostro medico curante, decidete di sottoporvi al vaccino, ricordate che questo è da effettuarsi con almeno 3 settimane di anticipo dalla partenza e che la protezione ha validità per tutta la vita.

Si suggeriscono (sempre previo parere medico): profilassi antimalarica; vaccinazione antimeningococcica; epatite A e B.

La profilassi antimalarica è consigliata, tuttavia la migliore protezione resta in ogni caso la prevenzione dalle punture di zanzara (i vettori della malattia), utilizzando determinate precauzioni che costituiscono il cosiddetto “metodo a barriera” (vedi situazione sanitaria). Va notato che la profilassi stessa non garantisce una copertura totale dalla malattia, che ha infatti ceppi diversi, motivo per cui chi visita zone endemiche per periodi prolungati e con una certa frequenza può preferire non eseguirla, ma piuttosto portare con sé in viaggio i farmaci per il trattamento immediato in caso di contagio.

In ogni caso anche questa resta una decisione da prendere sotto tutela medica, per valutare i pro ed i contro del trattamento di caso in caso.

Dato che la normativa sanitaria per l’ingresso nel paese varia molto velocemente, suggeriamo comunque di consultare l’Ufficio di Igiene Pubblica per ogni eventuale ulteriore informazione e di sentire il parere del Vostro medico di base.

 

AMBASCIATA

L’ambasciata d’Italia in Uganda si trova a Kampala, al Plot n. 11, Lourdel Road, Nakasero
P.O. Box 4646 Kampala.

Tel. +256-(0) 312188000 - 001

Tel. +256-(0) 312188002 (Segreteria) 

Tel. +256-(0) 312188002 (Cancelleria Consolare/Visti)

Fax +256-(0) 312188004

Telefono di EMERGENZA: +256.(0)752.750.448

E-Mail: segreteria.kampala@esteri.it; consolare.kampala@esteri.it; amministrazione.kampala@esteri.it;

commerciale.kampala@esteri.it; sicurezza.kampala@esteri.it.

Sito web: www.ambkampala.esteri.it

L’Ambasciata è aperta dal lunedì al giovedì, dalle 8.00 alle 16.00; il venerdì dalle 8.00 alle 14.00.

L’apertura al pubblico dell’ufficio consolare è invece nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10.00 alle 13.00.

http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/uganda.html

 

SITUAZIONE SANITARIA

A Kampala la qualità dell’assistenza sanitaria di base è generalmente soddisfacente. Al di fuori delle grandi città, invece, il servizio sanitario potrebbe rivelarsi problematico e piuttosto limitato, motivo per cui si consiglia di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, un’assicurazione sanitaria. In caso di malattie gravi o di incidenti può essere preferibile trasferire il degente per via aerea a Nairobi, Johannesburg o verso l’Europa, dunque è importante stipulare un’assicurazione che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in altro Paese.

Le precauzioni sanitarie durante il periodo di permanenza impongono di scegliere con cautela i cibi e le bevande da consumare e di prestare estrema cura a tutte le precauzioni igieniche. Questo anche all’interno dei lodge e degli alberghi che si frequentano durante i soggiorni organizzati in Africa, nonostante siano sempre ad un livello più che accettabile.

Si raccomanda di bere molto, ma soltanto acqua e bibite in bottiglia, senza l’aggiunta di ghiaccio. Ricordate di bollire e filtrare l’acqua corrente (in quanto non potabile), di evitare di mangiare cibi crudi (insalate, frutta fresca, etc..) e macedonie o, comunque, frutta e verdura preparate e tagliate da tempo. Le verdure devono essere lavate e sterilizzate con prodotti quali amuchina e steridrolo e, preferibilmente, consumate cotte e ben calde.

Oltre all’attenzione nel consumo degli alimenti - possibili vettori di malattie diarroiche - è bene poi prestare attenzione ai bagni in acqua dolce. Si suggerisce di evitare di bagnarsi nel lago Victoria, soprattutto sottoriva, come precauzione contro la contrazione della bilarzia (infezione legata ai parassiti che infestano le acque dolci). Per prevenire, invece, il contagio della malaria, è bene:

  • ricordare di utilizzare sempre prodotti repellenti contro gli insetti
  • proteggersi durante il sonno con zanzariere sul letto o alle finestre (che non sarebbe una cattiva idea portare da casa)
  • indossare calzini, calzoni lunghi e camicie con le maniche lunghe (possibilmente di colore chiaro)
  • evitare profumi e dopobarba che potrebbero attirare gli insetti
  • non posizionare, infine, lampade e lanterne vicino all’entrata di tende e letti, per evitare di attrarre gli insetti proprio dove si dovrebbe passare.

Vi è infine la possibilità di eseguire alcune tipologie di profilassi alternative, come l’assunzione di vitamina B o di prodotti omeopatici che dovrebbero dare nel tempo alla vostra pelle un odore che la renda poco appetibile per le zanzare (anche se impercettibile dall’olfatto umano). Il parere del Centro Igiene della Vostra Ulss, uniti a quello del Vostro medico curante, restano in ogni caso le prime fonti da consultare in merito alle precauzioni da prendere.

 

OSPEDALI IN UGANDA

Sono presenti alcuni ambulatori attrezzati, piccole cliniche di buon livello ed almeno un buon ospedale a Kampala. I trasferimenti di emergenza sono poi possibili attraverso i centri medici locali.

The Surgery

Kampala International Hospital

42 Naggulu Drive, Naguru, Kampala

Barnabus Road Kisugu-Namuwongo, Kampala

Tel.  +256 (0) 31 225 6001/2/3

Tel. +256 (0) 312 200 400

Emergenze: +256 (0)752.756.003    24h/24)

Ambulanza +256 (0)772.200.400

Reception email: reception@thesurgeryuganda.org

Email: ihk@img.co.ug

 

 

Kim’s Medical Centre

Flying Doctors - Nairobi (Kenya)

4 Entebbe Road, Kampala

Tel. +254 20 6992299  / 6992000 / 3315454 / 

Tel. (041) 4341777 ;

Tel: +254(0)733639088 /736359362 / 722314239

Emergenze: +256 752 722000

(Organismo attrezzato 24H al giorno)

 

LINGUA

Le lingue ufficiali dell’Uganda sono due: l’inglese e lo swahili. Quest’ultimo è stato dichiarato lingua ufficiale nel 2005 ed il suo utilizzo è abbastanza comune nelle attività commerciali. Per quanto riguarda l’inglese, invece, la decisione di mantenerlo come lingua ufficiale anche dopo l’indipendenza, nonostante sia parlato fluentemente soltanto da una limitata parte della popolazione (le persone anziane e gli abitanti delle zone rurali difficilmente lo comprendono), è data da un esigenza di unità di fronte all’estrema frammentazione linguistica del paese. In Uganda vengono infatti parlate circa 40 lingue. Di queste, la maggior parte appartiene a due distinte famiglie linguistiche indigene africane.

Le lingue bantu (diffuse nel centro-sud) e le lingue nilo-sahariane (a nord del Paese). All’interno di questa vastissima frammentazione e varietà linguistica (peraltro comune a quasi tutti gli Stati dell'Africa sub-sahariana) spicca nel meridione il luganda (o ganda), una lingua bantu oggi di uso comune per 4 milioni di persone tra le regioni di Buganda e Kampala. Questa lingua bantu è di uso comune anche nell’istruzione ed è, di fatto, alla stregua di una lingua nazionale. Sempre dal ceppo bantu sono poi rilevanti il soga, parlato da 2 milioni di persone, il chiga (o kiga 1.6 milioni di parlanti), il masaaba (1.1 milioni) e il nyankore (2.3 milioni). Nella parte settentrionale del Paese, invece, le lingue più rilevanti, appartenenti al ceppo delle nilo-sahariane, sono l’acholi, il lango e il teso.

 

FUSO ORARIO

Il fuso orario dell’Uganda è GMT/UTC+3, ovvero avanti di tre ore rispetto al meridiano di Greenwich (Greenwich Mean Time e Coordinated Universal Time). Dal momento che il fuso orario dell’Italia è GMT+1, la differenza di orario è di 2 ore avanti (soltanto una quando nel nostro paese è in vigore l’ora legale). L’Uganda non adotta l’ora legale.

 

SUDDIVISIONI AMMINISTRATIVE

L'Uganda è suddivisa in 77 distretti (district), ai quali si aggiunge la capitale Kampala. I distretti sono raggruppati in quattro regioni (region) o Regni. Le regioni (Regione Centrale, Regione Orientale, Regione Settentrionale, Regione Occidentale) non sono tuttavia entità rilevanti dal punto di vista amministrativo. I distretti sono a loro volta suddivisi in contee (county) e in sotto-contee (sub-county) o municipalità (town council). Fatta eccezione per il distretto di Kabarole (che ha come capoluogo Fort Portal), i distretti prendono tutti il nome dal loro capoluogo. La suddivisione successiva sono le parrocchie (parish), a loro volta suddivise in comunità (local council).

 

ELETTRICITÀ

La corrente elettrica in tutto il Paese ha una tensione di 240Volt, con frequenza 50Hertz. Le prese elettriche sono di tipo G (modello anglosassone) quadrate e a tre spine lamellari, per cui è bene ricordare di portare con sé un adattatore prima della partenza.

 

TELEFONI

Il prefisso internazionale dell’Uganda (o IDD, International Direct Dialing) è 00256. Per le chiamate internazionali (ossia, se si telefona in Uganda da un altro paese) l’IDD va anteposto obbligatoriamente in tutte le chiamate, seguito dal numero della zona e dal numero dell’utente. Ogni zona del Paese ha infatti il suo prefisso telefonico: quest’ultimo va inserito tra l’IDD (da digitare per primo) e il numero dell’utente (che va composto per ultimo). Per le chiamate locali, invece, non è obbligatorio il prefisso internazionale, per cui se si telefona all’interno del paese è sufficiente il prefisso della zona ed il numero dell’utente. Ad esempio, per chiamare Kampala dall’Italia si comporrà: 00256 (prefisso internazionale) + 41 (prefisso di Kampala) + numero dell’utente. Per chiamare Kampale dalla zona di Kabale, invece, sarà sufficiente digitare lo 0 41 (dunque, solo il prefisso della zona di Kampala).

 

VALUTA

In Uganda la valuta è lo Scellino Ugandese (inglese Ugandan Shilling, swahili Shilingi), il cui simbolo è USh (o UGSh) e il cui codice valuta è UGX. Lo scellino viene teoricamente diviso in 100 centesimi, tuttavia a seguito della sua rivalutazione nel 1987 non sono più state emesse monete del genere, per cui non vengono utilizzate. Nel 2005 era stata studiata dalla Bank of Uganda l’ipotesi di sostituire le banconote di minor valore (come quella da 1000 scellini) con monete, poiché i tagli minori in genere si deteriorano rapidamente per la continua circolazione, tuttavia il progetto non è ancora stato sviluppato.

 

Le monete attualmente in circolazione sono, infatti, da 10, 50, 100, 200 e 500 scellini.

Le banconote sono da 1˙000, 5˙000, 10˙000, 20˙000 e 50˙000 scellini.

 

Attualmente lo scellino è una moneta abbastanza stabile: viene utilizzata nella maggior parte delle transazioni finanziarie in Uganda e non costituisce problemi di cambio (controllate tuttavia sempre il tasso di cambio prima di procedere alla conversione con altra valuta).

Euro – Scellino

1€ = 3˙270.45 USh

10€ = 32˙704.55 USh

100€ = 327˙045.45 USh

Dollaro – Scellino

1$ = 2˙861.62 USh

10$ = 28˙616.21

100$ = 286˙162.07 USh

 

 

 

Febbraio 2015

 

Per le transazioni è ampiamente accettato anche il Dollaro, accanto alla Sterlina Britannica e all’Euro. Gli Euro vengono cambiati senza problemi in tutte le banche e gli uffici di cambio dell’Uganda, tuttavia tenete presente che potrebbe capitarvi di trovare persone al di fuori della capitale e alcuni alberghi che potrebbero preferire i dollari rispetto alle valute europee. In ogni caso anche gli stessi dollari, se di data antecedente l’anno 2000, difficilmente vengono accettati, così pure le banconote non in buone condizioni.

Tenete poi presente che i biglietti da 50 e da 100 dollari sono preferiti al punto da farvi riuscire ad ottenere un cambio più favorevole rispetto ai biglietti di piccolo taglio e che, invece, nelle cittadine lontane dalla capitale si potrebbero avere cambi leggermente più sfavorevoli (-5/10%).

Per quanto riguarda i Travellers Cheques, si consiglia di cambiarli nelle banche della capitale, poiché non vengono accettati da tutti gli hotel, forse solo dai più grandi. Gli hotel più grandi accettano anche carte di credito (in tutto il paese le preferite sono American Express e Visa) e con esse si può anche prelevare denaro nei cash-dispenser del centro di Kampala.

 

RELIGIONE

Come dal punto di vista linguistico, anche per quanto riguarda l’aspetto religioso l’Uganda è un paese molto vario. Le informazioni più dettagliate e fino ad oggi più precise sulla composizione religiosa del Paese provengono dal censimento nazionale avvenuto a ottobre 2002, secondo il quale la maggioranza della popolazione ugandese è cristiana, suddivisa grossomodo in egual misura tra cattolici e protestanti. Un altro credo religioso largamente professato è l’Islam, seguito dalla professione di religioni tradizionali africane e, infine, da quelle che vengono definite altre confessioni non cristiane (tra cui in Uganda spicca l’induismo).

L’85% della popolazione ugandese è dunque cristiano, di cui il 45% di fede cattolica e il restante 35% protestante; i musulmani sunniti rappresentano il 12% della popolazione, mentre le religioni africane e le altre confessioni non cattoliche vengono praticate, rispettivamente, dal 2% e dallo 0.7% degli ugandesi. In Uganda, più che in qualsiasi altro stato africano, è poi presente la regione Bahai: all’interno della capitale Kampala si trova infatti una delle otto case di culto della religione bahai presenti nel mondo. La fede Bahá'í è una religione monoteistica nata in Iran durante la metà del XIX secolo, in seno all’Islam sciita, per poi discostarsi da esso. I suoi membri seguono gli insegnamenti del fondatore Bahá'u'lláh (1817-1892) e sono circa 7 milioni, sparsi in oltre duecento Paesi e territori del mondo.

 

TERRITORIO

La superficie complessiva dell’Uganda è di 241˙038 km² (più o meno la stessa estensione della Gran Bretagna). Lo Stato è situato in Africa orientale e confina a nord con il Sudan del Sud, a est con il Kenya, a sud con la Tanzania e il Ruanda e ad ovest con la Repubblica Democratica del Congo.

Si trova su un altopiano prevalentemente pianeggiante, con un’altezza media di circa un migliaio di metri sul livello del mare, situato a cavallo tra i due rami della Rift Valley (la Grande Fossa Tettonica). Quest’ultima è una vasta formazione geografica e geologica che si estende per circa 6000 km in direzione nord-sud della circonferenza terrestre, dal nord della Siria (sud-ovest dell'Asia) al centro del Mozambico (est dell'Africa).

Venutasi a creare a seguito della separazione delle placche tettoniche africana e araba, in Etiopia la Rift Valley si dirama in due direzioni diverse:

  •   il ramo occidentale di questa gigantesca depressione è chiamato Rift Valley Occidentale (o Fossa Albertina) e costeggia l’Uganda a ovest, per poi attraversare la Tanzania occidentale;
  •   il ramo orientale si sviluppa invece in Kenya e lungo la Tanzania orientale.

Il ramo occidentale è delimitato da alcune delle più alte montagne africane (come i monti Mitumba, i monti Virunga e i monti Ruwenzori, gli ultimi due a cavallo dei confini ugandesi), ma è conosciuto anche per i suoi laghi di notevoli dimensioni: il lago Alberto e il Lago Edward in Uganda; il Kivu e il Tanganica nella Repubblica Democratica del Congo ed il lago Malawi, situato tra Malawi e Mozambico.

 

Il ramo orientale, che si sviluppa in Kenya, è associato alla montagna più alta dell’Africa, il Kilimangiaro, insieme ad altri rilievi principali come il Monte Kenya. I laghi di questa diramazione della Rift Valley sono meno profondi rispetto a quelli del lato occidentale, ma con una più alta concentrazione di sali minerali per via delle piogge, che li portano dai vicini vulcani.

 

A est, infatti, lungo il confine con il Kenya, si trova il Mount Elgon, ora inattivo, ma un tempo probabilmente il più grande ed il più alto tra tutti i vulcani africani, la cui altezza si è oggi ridimensionata per via delle erosioni geologiche e delle eruzioni ed esplosioni che ne hanno determinato la parziale distruzione.

 

Anche al lato opposto del Paese, a sud ovest, si trovano altri antichi vulcani, oggi spenti e ricoperti da foreste, i quali appartengono alla catena dei monti Virunga: una catena di vulcani che si estende ad ovest fino alla Repubblica Democratica del Congo, dove si trovano due dei pochi vulcani ancora attivi in tutto il continente africano: il Nyiragongo (3˙462 metri) e il Nyamuragira (3˙063 metri).

 

Sempre al confine con la Repubblica Democratica del Congo, dunque più a nord dei vulcani del sudovest ugandese (i Kigezi) si trova, infine, il massiccio dei Monti Ruwenzori, che si ergono dalla Fossa Albertina ma non hanno origine vulcanica. Questi monti sono tra le più alte montagne africane: la Punta Margherita, sul Monte Stanley, con i suoi 5˙109 metri rappresenta il terzo monte per altezza di tutta l’Africa, dopo il Kilimangiaro (5˙895 metri) ed il Monte Kenya (5˙199 metri). Questa cima porta il nome della regina italiana Margherita di Savoia, regina regnante nel 1906, anno della prima ascensione conosciuta del monte, da parte del duca degli Abruzzi.

 

Quasi tutto il gruppo dei Monti Ruwenzori è perennemente innevato (in tutta l’Africa le uniche altre cime ad esserlo sono il Kilimangiaro e il Monte Kenya) e frequentemente nascosto dalle nuvole; esso, insieme a tutta l’area circostante, costituisce un Parco Nazionale dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità. Con le sue foreste ed i suoi ghiacciai rappresenta una risorsa di fondamentale importanza per il bacino idrografico del Paese, poiché raccoglie una quantità di acqua che viene poi convogliata nei fiumi e nei laghi della regione andando ad alimentare addirittura il fiume Nilo.

 

Nonostante l’Uganda non abbia sbocchi sul mare, più di 36˙300 km² della sua superficie sono occupati dalle acque interne, per via della presenza di numerosi laghi, fiumi e paludi. Fatta eccezione per l’estremo nord-est del Paese, dove si trovano le uniche aree semiaride, per il resto l’Uganda ha un territorio ben irrigato e assai fertile, proprio grazie all’onnipresenza dell’acqua e dei tanti minerali dispersi sul territorio durante le eruzioni vulcaniche del passato. La parte meridionale del Paese comprende una sostanziosa porzione del Lago Vittoria, il più grande bacino africano, nonchè il secondo lago del pianeta, il quale viene per il resto suddiviso tra Kenya e Tanzania. Il Nilo, suo emissario, ne trae acqua e ne prende il nome (Nilo Vittoria) per poi alimentare, sempre nel territorio ugandese, il Lago Kyoga e dare vita alle famose cascate Karuma e Murchison, prima di gettarsi nel Lago Alberto e da qui iniziare il suo viaggio verso nord in direzione del Mar Mediterraneo (con il nome Nilo Alberto o Nilo Bianco). Oltre alla sua particolare posizione, a cavallo della diramazione della Rift Valley, l’Uganda si distingue infine per un’ulteriore particolarità: è, infatti, uno dei sei paesi africani attraversati dall’equatore.

 

CLIMA

La sua posizione a cavallo dell’Equatore garantisce all’Uganda un clima gradevole, con temperature caratteristiche di un clima di altitudine, senza grandi variazioni durante tutto il corso dell’anno.

L’altopiano ha un'altezza variabile tra i 1˙000 e i 1˙200 metri, il cui clima è piacevolmente caldo, con temperature medie intorno ai 26 gradi, con un massimo di 18-35 gradi e minimo 8-23 gradi a seconda della parte del Paese, anche se in generale rararmente le temperature superano i 29 gradi.

Vi sono due stagioni: la stagione secca e la stagione delle piogge (marzo-aprile e agosto-ottobre).

Vi è un periodo più caldo da dicembre a marzo (più avvertibile al nord) e un periodo più fresco da giugno a settembre; tuttavia è da tenere in considerazione anche l’abbassamento delle temperature sulle vette per via dell’altitudine.

In ogni caso, date le temperature gradevoli durante tutto il corso dell’anno, il periodo migliore per un viaggio in Uganda sarà determinato dalle piogge: tra dicembre e febbraio si individua un periodo favorevole (gennaio e febbraio sono ovunque mesi poco piovosi), anche se ovviamente qualche rovescio è comunque possibile, soprattutto al sud e lungo i pendii montuosi occidentali; mentre di giorno può fare molto caldo soprattutto al nord e al di sotto dei mille metri. Anche giugno e luglio sono mesi poco piovosi, ma soltanto al sud, dunque sono idonei ad una visita per Kampala, il Lago Vittoria e i parchi meridionali come quello del Ruwenzori. 

I mesi più piovosi al sud sono aprile, maggio, ottobre e novembre, mentre al nord vi è un unico periodo piovoso da aprile ad ottobre. Le precipitazioni annue sono comprese tra i 1˙000 ed i 1˙500 millimetri. Il regime delle piogge consente due semine e due raccolti per anno in gran parte del Paese, senza bisogno di irrigazione.

Le zone più piovose sono quelle centro-settentrionali e alcune sponde del Lago Vittoria (dove si toccano i 1˙500 millimetri all'anno); mentre le zone meno piovose sono quella sud-occidentale e quella nord-orientale (meno di 1˙000 millimetri all'anno); proprio quest’ultima zona, al confine con il Kenya, è la più esposta al rischio della siccità.

 

FLORA E FAUNA

L’Uganda ospita una biodiversità di flora e di fauna sorprendenti: al suo interno la savana dell’Africa orientale incontra la foresta dell’Africa occidentale, rendendola habitat di una miriade di specie diverse.

 

Grazie alla ricchezza del suo patrimonio naturalistico il Paese rappresenta una delle più ambite mete turistiche di tutta l’Africa orientale. Anche se l’istituzione dei primi parchi nazionali in Uganda risale al 1952, fu con la riorganizzazione delle aree protette nella seconda metà degli anni Ottanta che ripresero gli arrivi dei turisti, arrestatesi per via dei conflitti interni al Paese nel corso degli anni Settanta e Ottanta.

 

Proprio all’interno di uno dei parchi nazionali divenuto Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO (il Bwindi Impenetrable National Park) si trova uno dei protagonisti indiscussi del Paese: il gorilla di montagna. A Bwindi se ne contano ben 340, ossia circa la metà di quanti ne restano nell’intera Africa.

Tra i numerosi mammiferi che è possibile incontrare nel Paese, troviamo i cosiddetti Big Five (leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali), accanto a ghepardi, zebre, antilopi, ippopotami, scimpanzé, coccodrilli, iene e sciacalli. Struzzi, gru e aquile pescatrici africane compongono invece l’avifauna, insieme ad altre specie di uccelli.

 

Per quanto riguarda la flora, troviamo la foresta equatoriale, che si concentra prevalentemente sulle pendici della catena del Ruwenzori, occupando una piccola parte del Paese con sprazzi di foresta intorno ai laghi centrali. Si trovano al suo interno alberi come mogani e iroko, insieme ad altre piante ad alto fusto al di sotto delle quali cresce un ricco sottobosco. Laddove la foresta è stata abbattuta o bruciata da incendi sono nate specie vegetali a crescita rapida: in questo modo si è creata la cosiddetta foresta secondaria, un impenetrabile insieme di bambù, liane e felci. Man mano che si procede nella parte pianeggiante del territorio il paesaggio cambia notevolmente, giungendo alle superfici coltivate e alle estese savane erbose, che diventano invece arbustive man mano che si procede verso nord, più asciutto e meno piovoso.

 

PASTI E BEVANDE

La cucina ugandese è abbastanza gradevole ma non molto varia. Risente tuttavia da una molteplicità di influenze: inglesi, arabe e asiatiche (in particolar modo indiane). La fertilità del terreno ugandese e la notevole presenza di acqua rende facile trovare diversi tipi di verdura e frutta (banane, mango, anguria, ananas, papaia, frutto della passione, avocado, arance e altri ancora). Completano poi l’alimentazione carni come pollo, montone, manzo, vitello, capra, pesce di fiume e riso.

Questo è quantomeno quello che troverete senza difficoltà nei menù degli alberghi, tuttavia a identificare la cucina ugandese sono sostanzialmente due soli piatti: il matoke ed il posho.

Il primo si consuma principalmente al sud, spesso accompagnato al riso; si tratta di banane verdi consumate cotte in vari modi (più di frequente servite come purea). Con il termine matoke ci si riferisce in Uganda ai frutti del platano, simili a grandi banane verdi, che dopo la bollitura cambiano colore e consistenza (da bianca e dura a giallognola e morbida). Spesso la purea viene condita con una salsa preparata con verdure, arachidi o carne).

 

Il posho è invece consumato principalmente al nord: si tratta di un pastone di mais simile alla nostra polenta, che viene condito anch’esso con sughi di carne o vegetali.

 

In generale, per la cucina ugandese il più utilizzato metodo di cottura è la bollitura, dal momento che l’olio è molto costoso e che spesso i pasti vengono cucinati sul fuoco vivo. Con l'arrivo di indiani e asiatici, infine, si stanno diffondendo piatti come chapatti (spesse piadine di mais) e samoosa (triangolini di pasta ripieni di carne, vegetali o legumi).

 

ABBIGLIAMENTO E BAGAGLIO

Se durante il Vostro viaggio non sono previste escursioni in montagna, come le escursioni sui Monti Rwenzori e sul Monte Elgon (per le quali occorrono abbigliamento e attrezzature specifiche da montagna) per il resto una permanenza in Uganda non richiede una grande varietà di vestiario.

 

Dovrebbero essere sufficienti:

  •   pantaloni lunghi e corti
  •   magliette e camicie di cotone (anche a manica lunga e di colore chiaro per difendersi dalle zanzare)
  •   un maglione leggero o pile (per le più le più basse temperature della sera, specialmente in montagna o vicino ai laghi)
  •   una giacca impermeabile (tipo k-way) o una mantella da pioggia
  •   calzature comode e, infine, un cappello per proteggere la testa dal sole

 

L’importante è comunque che l’abbigliamento sia robusto, in tessuto naturale - dunque traspirante, evitare perciò le fibre sintetiche - e soprattutto comodo.

Per le visite ed i trekking nei parchi naturali è meglio scegliere colori smorti per il vestiario: le tinte accese potrebbero infatti infastidire gli animali. Consigliamo di evitare, infine, le valigie rigide e munite di ruote: è preferibile una semplice borsa con cerniera, meglio se impermeabile. Vi sembrerà forse meno comoda di un trolley per muovervi all’interno di un aeroporto, tuttavia si rivelerà infinitamente pratica e comoda in un mondo fatto di sabbia e terra come è l’Uganda, in quanto comprimibile e stipabile ovunque.

 

ACQUISTI

In Uganda lo shopping turistico non ha ancora visto un notevole sviluppo ed è solo nei resort più grandi che potrete trovare negozi di articoli per turisti. L’artigianato locale non è molto sviluppato, tuttavia nei mercatini di Kampala potrete trovare moltissimi articoli, di vario genere e fattura, provenienti probabilmente da Congo e Kenya e presentati come ugandesi senza esserlo.

In Uganda, infatti, si farà più fatica nel trovare oggetti o antichità locali, come sculture in legno, dipinti, maschere rituali e gioielli, a differenza di molti altri paesi africani. Una buona idea di acquisto come souvenir, più che un oggetto di artigianato, potrebbero essere tè e caffè coltivati nel territorio.

Tenete infine presente che l’Italia vieta l’importazione di qualsiasi prodotto in avorio o comunque ricavato dagli elefanti, pelli di felini maculati e striati, gusci o prodotti di tartaruga, molte specie di uccelli e scimmie, molte piante tra cui orchidee e cactus selvatici. Per alcune specie occorrono invece speciali autorizzazioni e in loro mancanza sono previste la confisca e severe ammende.

 

MANCE

In Uganda le mance non sono obbligatorie, tuttavia si usa lasciare quasi sempre un piccolo extra ad autisti, camerieri, facchini etc..  qualora ci si ritenga soddisfatti del servizio ricevuto.

Per gli operatori del settore della ristorazione in genere si lascia una mancia pari al 10-15% del conto, per le guide e gli accompagnatori delle escursioni dipende da caso a caso.

Le guide ed i ranger che svolgono la funzione di accompagnatori nei parchi nazionali si meritano (e si aspettano) una mancia, che tuttavia è meglio consegnare al loro coordinatore/capo o lasciare nell’apposita cassettina al ritorno presso il centro visite. Si suggerisce, indicativamente, una mancia di 10-15 dollari per ospite durante i gorilla trekking, 8-10 dollari per gli eventuali portatori. Per le guide ed i ranger che accompagnano i game-safari nei parchi, invece, possono andare bene anche 5 dollari per passeggero. Un paio di dollari in valuta locale sono sufficienti, infine, per facchini e camerieri nei bar; di norma la cifra standard è 2000 scellini ugandesi.

 

ULTIME NOTE

Immergersi in una natura incontaminata e selvaggia ed entrare in contatto con gli animali che la abitano è senza dubbio un’esperienza inebriante e unica nel suo genere, tuttavia rende obbligatorie alcune precauzioni.

 

Raccomandiamo di leggere sempre i cartelli all’ingresso dei parchi sulle norme di comportamento e di seguire sempre scrupolosamente le istruzioni dei ranger e delle guide durante le escursioni.  Ricordate che gli animali selvatici hanno un’indole istintiva e senza controllo: se date da mangiare a degli uccelli rapaci, questi potrebbero avventarsi su di voi per strapparvi il cibo dalle mani. Così pure come dare del cibo ai babbuini, che non solo potrebbero non mostrare la minima gratitudine, ma anzi diventare più dispettosi.

 

Attenzione poi ai flash delle macchine fotografiche, che potrebbe infastidire alcuni animali e innervosirli. In generale insomma attenetevi alle istruzioni che vi verranno date dalle guide e non agite con leggerezza.

 

Anche quando vi sentite rassicurati dalla presenza di un ranger armato, non dimenticate la prudenza: quasi tutti gli incidenti con gli animali sono infatti dovuti a disattenzione e faciloneria. Basterà seguire le norme del buon senso per intraprendere un viaggio emozionante senza rischi.

 

PRE ASSEGNAZIONE POSTI A BORDO:

Viaggitribali, come ogni altro Tour Operator, per i viaggi di gruppo non può garantire il servizio di pre-assegnazione dei posti a bordo dell’aereo. Ormai le maggiori compagnie non consentono ai tour operator di riservare specifici posti ai gruppi.  In ogni caso, anche qualora ci fosse la possibilità di fare un’assegnazione preventiva, è facoltà delle compagnie aeree modificarla, senza preavviso e in qualunque momento, prima della partenza, per motivi tecnici e/o di sicurezza.          

 

Collaboriamo solo con Tour Operator Autorizzati http://www.auto.or.ug/